Il cielo d’Inghilterra – capitolo VII (estratto)

«Cristina!!» la voce di Andrea richiama la sua attenzione verso un punto preciso dell’uscita passeggeri. Cristina eccitata e felice inizia a fare cenni con la mano per farsi notare dai suoi.

«Papà, Cristina è lì, eccola!» esclama Silvia, l’ultima dei Pioda.

Quando riescono finalmente ad incontrarsi, evitando viaggiatori, carrelli e valigie, l’entusiasmo è talmente grande che alcuni passeggeri si voltano incuriositi a guardare quel gruppetto di persone, felici di rivedersi dopo una prolungata separazione. Alle iniziali esclamazioni di gioia vengono successivamente sostituite mille domande piene di curiosità. Cristina a malapena riesce a rispondere a tutti, riuscendo però anche lei a rivolgere domande agli interessati. Un’allegra confusione per un po’, poi finalmente si ristabilisce la calma e i discorsi diventano più pacati e i toni meno concitati.

«…mi sono trovata abbastanza bene qui in Inghilterra… certo non è Roma!» conclude Cristina con un sorriso, mentre si dirigono tutti verso l’uscita dell’aeroporto, dove due taxi li attendono per portarli in albergo.

«I lavori di Villa Rose come stanno proseguendo?» domanda Enzo con interesse.

«Sono nel rispetto dei tempi concordati. Poi Marlon, l’architetto, è davvero in gamba e ha apportato ulteriori modifiche e migliorie senza metterle in conto… diciamo che è un piacere personale!» ammicca allegra lei.

«Quanto personale?» interviene curioso Andrea, assumendo subito l’aria da fratello maggiore iperprotettivo e geloso.

«Personale quanto basta per non metterci nulla in conto!» gli risponde schernendolo Cristina. Questa risposta provoca in Andrea una reazione d’orgoglio e, prendendola per il collo, la stringe forte a sé mormorandole delle divertenti minacce.

«Sorellina, stai attenta a quel che fai o ti metto in riga io…»

(…)

cap 8

Arrivata nuovamente in albergo, Cristina trova la sua famiglia in attesa presso la hall. Dall’accoglienza ricevuta e gli sguardi curiosi indirizzati verso di lei, Cristina capisce subito che qualcosa di strano deve essere accaduto. Le basta poco per venire a conoscenza della sorpresa che l’attende in camera.

«Fiori? Per me?» balbetta arrossendo.

«Sì!» Silvia la sta tirando per un braccio per condurla nella loro stanza e mostrarle quanto dice. Cristina non perde tempo e vola in camera. Appena varca la soglia un profumo di rose la inebria e la circonda. Rose rosse dappertutto, sul comodino, sulla toletta, accanto allo specchio, in bagno… una, bellissima, dal colore vivido e intenso e dal gambo lunghissimo fasciato in un nastro di velluto rosso, è sul suo cuscino.

«Kri, guarda che spettacolo! Waho, è incredibile pensare che tutto questo sia per te, non è vero? Sembra la scena di un film da fa-vo-la!!» la sorellina la investe di domande e esclamazioni di entusiasmo. Gli altri sono tutti fuori a spiare curiosi la scena.

«Beh, a dire la verità effettivamente è proprio una scena da fa-vo-la!» ammette Cristina facendole il verso.

«Peccato che tu non abbia potuto vederle prima. Non abbiamo fatto in tempo ad avvisarti che eri già andata via» si rammarica Silvia, rassicurata dal tenero sorriso di Cristina.

«C’era questo accanto alla rosa» esordisce Lucia Pioda, porgendole il foglietto bianco con le iniziali vergate in oro «Ti assicuro che non è stato aperto. L’ho tenuto sotto stretta sorveglianza, difeso dalle grinfie dei tuoi fratelli!» conclude divertita.

SWJ… è di Steve! il cuore di Cristina ha iniziato a battere ad un ritmo impossibile, apre con le dita frementi la bustina e legge il contenuto del biglietto.

A volte è difficile dire quello che si sente veramente,

spesso le parole servono a mascherarsi.

Però ogni parola ha il suo peso e le offese vanno riparate.

Mi dispiace, Cristina, di quanto è successo fra noi, non era mia intenzione.

Vorrei incontrarti per chiarirmi,

lo sento come un bisogno più che come un obbligo.

Il sentimento che mi lega a te non merita questo epilogo.

Se accetterai di vedermi te ne sarò veramente grato.

Rimango in attesa di un tuo cenno.

– Steve –

[…continua]

[“Il cielo d’Inghilterra”, capitolo VII – Loriana Lucciarini – edizioni Arpeggio Libero]


Il commento dei lettori

Cara, che dirti? leggere le tue parole è una gioia infinita perchè ti riconosci nei mondi che delineano, con profondità, sintesi e delicatezza. Bravissima! [Annamaria]

Bravissima, riesci a tradurre in parole stati d’animo [Adriana]

Molto scorrevole, trascinante, piacevolissimo da leggere, descrittivo quanto serve! Non posso che farti i complimenti!! [Max Iacobelli]

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2 pensieri su “Il cielo d’Inghilterra – capitolo VII (estratto)

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