La Storia…

La storia? Eccola…

Cristina è un’adolescente italiana simpatica e disponibile, che aiuta i suoi nella gestione della piccola pensione turistica ubicata nel centro storico di Roma. Conosce un’anziana vedova inglese e tra le due nasce subito un affetto profondo. Quando, qualche anno dopo, Cristina riceve una lettera dall’Inghilterra che la nomina erede dell’anziana signora, la sua tranquilla esistenza prende una piega assolutamente inaspettata…

Una bella favola moderna in perfetto stile inglese – Ricorda molto le commedie romantiche sul genere “Notting Hill” e ne ricalca la freschezza e la spontaneità. Si legge tutto di un fiato e quando lo abbandoni ti lascia addosso la voglia di sognare, perchè nella vita non si sa mai cosa può capitare. Magari una ricca signora che ti nomina erede, un amore inaspettato, una ventata di novità. Il libro racchiude tutte queste cose.  (cit. Kate Radix, fonte: ilmiolibro)

Atmosfere ottocentesche – Ho trovato in queste pagine l’atmosfera dei romanzi ottocenteschi inglesi. Descrizioni finemente approfondite dei luoghi, ti portano ad essere una presenza invisibile alla scena, uno spettatore silenzioso, ansioso di conoscere i risvolti, gli intrecci dei rapporti tra i protagonisti che iniziano e si consolidano andando avanti nella lettura. Il tutto condito da un velato romanticismo scritto con uno stile attuale. (cit. Carla Monaldi, fonte: ilmiolibro)

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Una favola – Grazie a una presente e perfetta descrizione di atmosfere e luoghi, il lettore è così immerso nel romanzo e nelle vicende della giovane protagonista, da poterle quasi sentire sulla propria pelle. Un lavoro ben fatto e narrato con uno stile scorrevole e frizzante. (cit. Ginger Flam, fonte: ilmiolibro)

Un libro per sognatrici e sognatori che conoscono la realtà – Personaggi affascinanti e ben descritti; scene ben delineate nei particolari, ma mai in modo ridondante; è possibile immaginare ogni singolo particolare raccontato senza interrompere la lettura la quale, pertanto, risulta molto lineare e scorrevole. Le prime diciannove pagine invogliano ad andare sino alla fine. Complimenti! (cit. Simone Bertino, fonte: ilmiolibro)

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